La Cina limita il mercato del Bitcoin

La Cina limita il mercato del Bitcoin

Ci sono crescenti preoccupazioni nella Repubblica popolare circa l’effetto che il Bitcoin potrebbe avere sul consumo di energia tanto che il governo ha presentato una proposta in questa settimana di limitare le operazioni sulle criptovalute.
Secondo un report di Bloomberg in Cina il giro di vite sulle criptovalute ha spinto gli investitori ed i funzionari a mettere in campo un piano per limitare il consumo di energia al settore chiedendo ai governi locali di controllare gli operatori del settore.
La Banca Popolare Cinese (PBOC) intende imporre regolatori locali per monitorare e limitare il consumo energetico degli investitori che sono spesso situati in prossimità di centrali idroelettriche.
Wu Jihan, Co-fondatore di Bitman, una delle società più grandi di operazioni in Bitcoin in Cina ha annunciato che trasferirà la sua società principale a Singapore dopo aver aperto società anche in Canada e Stati Uniti.

Anche la BTC.Top, quarta società in Cina per volumi di criptovalute stà aprendo la sua sede in Canada.

Jiang Zhuoer, fondatore di BTC.Top a detto che hanno scelto il Canada a causa del basso costo gestionale, per la stabilità del paese e le sue politiche.
Ma le complicazioni non finiscono qui, il problema più grande non è solo l’enorme consumo di energia sotto il punto di vista gestionale, ma che la rete in Cina è in gran parte alimentata da centrali a carbone con una risultante ambientale negativa di grande impatto sotto il punto di vista carbonio.
Per ora il mercato rimane inalterato, secondo Coinmarketcap il Bitcoin è scambiato a 17.100 dollari, in crescita del 28% dal 1° gennaio.

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